La Rete ed il Rugby Inclusivo

Obiettivi

Il Chivasso Rugby, aderendo alla FIR, ne abbraccia i valori e lo statuto, compresa la funzione che hanno le società di avviamento allo sport e di formazione per l’agonismo. Tuttavia, fin dalla sua prima fase di vita, il Club si è dato l’obbiettivo di inserirsi con progetti mirati nel mondo della Scuola e dell’Istruzione (vd. progetti Miur-CROn e CTS - CROn, Progetto Finalista del GLOBAL JUNIOR CHALLENGE 2015) e di privilegiare sedute di allenamento educativo propedeutiche a progetti di vita, ai raggruppamenti o a partite amichevoli. Ciò a cui miriamo è la volontà di utilizzare il rugby come momento di crescita personale e collettiva, di integrazione e di sviluppo, di contatto e di conoscenza, come una chiave che possa fornire elementi di comprensione e sostegno nella continua costruzione e ricostruzione della propria identità.

“L’associazione ha per finalità principali lo sviluppo e la diffusione di attività sportive nei confronti di categorie disagiate e soggetti diversamente abili. Tali attività sono intese come mezzo di formazione psico-fisica e morale dei predetti soggetti, mediante ogni forma di attività agonistica e ricreativa con particolare riferimento alla pratica del rugby” (Atto costitutivo del CROn)


Per chi è nato il Chivasso Rugby

Il Club non applica distinzione tra atleti normo o diversamente abili, tutti sono i benvenuti agli allenamenti e tutti possono portare il proprio contributo di idee e di esperienze. I destinatari dei progetti sono i giovani, compresi tra l’età scolare e la maggiore età – che verranno eventualmente suddivisi e tesserati secondo le regole della Federazione per le varie Under – e gli adulti  (Seniores, Old) che possono passare all’agonismo trovando ospitalità nelle file del Settimo Rugby Torino 1910.

Formazione integrata

Il Chivasso Rugby ha voluto puntare su una formazione integrata dei propri componenti perché è importante non solo sapere le cose, ma anche conoscere il modo migliore per trasmetterle e rielaborarle in un'ottica cooperativa.
Le persone che si occuperanno di allenare e quelle che seguiranno i progetti nelle scuole hanno frequentato i CAS o i corsi allenatori federali I° livello istituiti dalla Federazione, ma allo stesso tempo riceveranno una formazione da educatori grazie alle competenze del nutrito gruppo di Consiglieri che fanno parte del Direttivo, tutti di provenienza dal mondo del sociale e di vagliata riconoscibilità.
L’intenzione, che fu quella di attingere dalle fila dell’Isana Rugby, la società di riferimento primigenia, si è negli anni spostata ai giocatori del Settimo Rugby Torino affinché i giocatori che lo desiderino diventino a loro volta allenatori/educatori, completando un percorso rugbistico nel quale lo scendere in campo la domenica è solo una delle tante soddisfazioni. Gli educatori che invece volessero avvicinarsi al rugby e inserirlo nel proprio bagaglio lavorativo troveranno preparazione e i corsi CAS a supportarli. Proprio perché l’agonismo e i risultati non sono di primaria importanza, pensiamo che sia essenziale privilegiare l’aspetto educativo e formativo della pratica sportiva, puntando su metodologie pedagogiche e ludiche che consentano – innanzitutto – di esprimere al massimo la propria individualità fisica e mentale nel gioco del rugby.

L’importanza della rete

Il Club nasce come parte integrante di una rete che comprende Il Settimo Rugby Torino, le Istituzioni locali (in particolare il Comune di Settimo, Città di Chivasso e il Comune di Torino), l’Azienda Sanitaria Locale To. 4, i Circoli didattici di Torino e Provincia, le Cooperative Sociali, le realtà socio-assistenziali e di volontariato che operano sul territorio. Tutte queste realtà, nella loro cooperazione, possono facilitare l’accesso al gioco del rugby, nella convinzione che con i suoi valori, le sue regole e le sue peculiarità esso rappresenti un importante strumento educativo e di inclusione.

1 commento:


  1. Per lo sviluppo completo delle persone con disabilità nello sport del rugby, sarebbe necessario che non vi sia discriminazione sessuale. INCLUSI a EXCLUDE non ha alcun senso in questi tempi. Le norme IMAS dovranno essere modificate.
    Grazie per la tua attenzione, un padre di un ragazzo di San Sebastian (Pais Vasco)






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