Articolo su "Rugby1823" - 28/07/2010

Grazie a Duccio Fumero di Rugby1823 per l'articolo sul suo sito.

Rugby & Solidarietà - A Chivasso si gioca senza handicap

Ci sono due concetti che permeano da sempre il rugby. Il primo è quello di sostegno. A differenza di altri sport, infatti, nel rugby anche il più grande campione non è nessuno senza il sostegno dei compagni. Si gioca tutti assieme, si avanza per tornare indietro e avanzare ancora. Il secondo, invece, è quello che a rugby possono giocare tutti. Dai "ciccioni" in prima linea ai mingherlini all'ala, dai colossi di due metri, al piccolo mediano bastardo. Il rugby è uno sport per tutti, basato sul sostegno. E a Chivasso, Piemonte, si è andati oltre alle parole.

Il Chivasso Rugby Onlus ASD è la prima società rugbistica in Italia che nasce appositamente per portare la palla ovale nel mondo del disagio e dell’handicap. I modelli, da ricercare nella realtà anglosassone, sono principalmente quelli del Lanelli Warriors RFC e dello Swansea Gladiators, squadre gallesi che hanno puntato molto sull’inclusione di giocatori con difficoltà di apprendimento già a partire dalla metà degli anni ’90.
Le loro esperienze hanno dato vita a un grande movimento internazionale di “rugby integrato”, che ha avvicinato migliaia di ragazze e ragazzi diversamente abili allo sport di squadra, mettendoli in grado di allenarsi e di giocare con atleti “normodotati”, e – soprattutto – consentendo loro di esprimere il massimo del loro potenziale in un ambiente cosiddetto “normale”. Il rugby, per tradizione, storia e princìpi, ha una profonda cultura di solidarietà e di rispetto che si è espressa in una costante attenzione verso tutto quello che costituisce il mondo del sociale, ragione per la quale la volontà del Chivasso Rugby è quella di agire contemporaneamente su due versanti: quello dell’handicap ma anche quello molto più vasto e articolato del disagio.
L’idea di creare una nuova società che si occupi di rugby integrato è sorta da un gruppo di compagni, sostenitori e simpatizzanti dell’Isana Rugby Club e ha immediatamente coinvolto altri amici e professionisti che già lavoravano nel campo dell’educazione, della formazione e dell’assistenza territoriale presso le Asl. Di fatto, il Chivasso Rugby è il fratello minore/alter ego dell’Isana, non solo perché ne condivide alcuni componenti, ma anche perché è nato dallo stesso modo di intendere la passione rugbistica e dalla convinzione che la palla ovale sia una grande palestra di vita che deve essere messa a disposizione di quanta più gente possibile.
Il Club non applica distinzione tra atleti normo o diversamente dotati, tutti sono i benvenuti agli allenamenti e tutti possono portare il proprio contributo di idee e di esperienze. Il Chivasso Rugby ha voluto puntare su una formazione integrata dei propri componenti perché è importante non solo sapere le cose, ma anche conoscere il modo migliore per trasmetterle. Le persone che si occuperanno di allenare e quelle che seguiranno i progetti nelle scuole hanno frequentato i CAS istituiti dalla Federazione, ma allo stesso tempo riceveranno una formazione da educatori grazie alla collaborazione con la rete del Cemea (Centri di esercitazione ai metodi dell’educazione attiva). L’intenzione è quella di attingere dalle fila dell’Isana Rugby, affinché i giocatori diventino a loro volta allenatori/educatori, completando un percorso rugbistico nel quale lo scendere in campo la domenica è solo una delle tante soddisfazioni. Gli educatori che invece volessero avvicinarsi al rugby e inserirlo nel proprio bagaglio lavorativo troveranno preparazione e i corsi CAS a supportarli. Proprio perché l’agonismo e i risultati non sono di primaria importanza, pensiamo che sia essenziale privilegiare l’aspetto educativo e formativo della pratica sportiva, puntando su metodologie pedagogiche e ludiche che consentano – innanzitutto – di esprimere al massimo la propria individualità fisica e mentale nel gioco del rugby.

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